Solomon G.

NYC, agosto 2016. Davanti al Solomon Guggenheim Museum. Siamo pronti per entrare e goderci la meraviglia di quell’edificio nato dal genio di Frank Lloyd Wright. Che se pure non ci fosse una mostra, dentro, sarebbe bello lo stesso.

Squilla il telefono. Problemi dall’Italia. Problemi da gestire, non rimandabili. Mia moglie Antonia si siede su di una panchina della 5th Avenue, di spalle a Central Park e, pazientemente, passa quasi mezz’ora al telefono. Io gironzolo e fotografo quel meraviglioso marziano bianco a striscie orizzontali.

Alcune di queste foto sono già state esposte alla TAG – Tevere Art Gallery di Roma in diverse mostre collettive. Altre no. Ho giocato con le forme, qui, con il bianco e con il nero, con la grafica. Mi interessava poco l’edificio in quanto tale, tutto sommato, quanto i volumi e la luce. D’altro canto è stato proprio Le Corbusier a dire  “l’architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce”. Forse lo si potrebbe dire anche della fotografia, in fondo.

Come al solito, cliccate sulle foto per ingrandirle.