Chi sono

Architetto. Consulente AI. Ricercatore indipendente.

Lavoro al confine tra organizzazioni, persone e intelligenza artificiale. Non da tecnico informatico, ma da progettista di processi: porto nell’AI governance lo stesso sguardo sistemico che ho coltivato per trent’anni come architetto e consulente organizzativo.

Cosa faccio

  • Consulenza in AI governance e conformità normativa (EU AI Act, ISO/IEC 42001, L. 132/2025)
  • Valutazione del rischio AI con il framework DVRA
  • Formazione per PMI, professionisti e istituzioni scolastiche
  • Ricerca applicata sull’intelligenza artificiale relazionale (framework AIRA)
  • Supporto alle organizzazioni nell’adozione responsabile dell’AI

Il mio percorso

Mi sono laureato in Architettura con una tesi sull’urbanistica del Protettorato francese in Marocco. Quell’esperienza mi ha insegnato a leggere i sistemi complessi: come le regole formali si intrecciano con le pratiche informali, come i processi di trasformazione lasciano tracce nelle strutture. È uno sguardo che porto ancora oggi, quando aiuto un’organizzazione a capire come l’AI cambierà i suoi flussi di lavoro.

Ho lavorato in importanti Studi di Architettura e Società di consulenza, affiancando, nel tempo, alla progettazione urbanistica un lavoro sempre più orientato alla valutazione di fattibilità ed alla riorganizzazione dei processi organizzativi: mappatura, ottimizzazione, gestione del cambiamento.

Ho lavorato come formatore e consulente nell’ambito della Sicurezza e salute sul lavoro, imparando a individuare, valutare, gestire i rischi ed i sistemi di gestione. L’AI governance è arrivata come sintesi naturale di questi mondi — un campo dove servono rigore analitico, visione sistemica e capacità di tradurre la complessità in decisioni concrete.

Ruoli istituzionali

Faccio parte del Comitato Tecnico Scientifico di ENIA – Ente Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, l’organismo italiano di riferimento per la promozione di un’AI affidabile, etica e orientata all’interesse pubblico.

Sono socio di AIF – Associazione Italiana Formatori.

Perché mi occupo di AI

Non sono un entusiasta acritico dell’AI, né un catastrofista. Mi interessa capire cosa succede davvero quando un sistema artificiale entra in un contesto umano: quali equilibri si spostano, chi guadagna autonomia e chi la perde, come cambiano le responsabilità. Per questo il mio approccio è sempre relazionale prima che tecnico — perché le domande più importanti sull’AI non sono tecnologiche, ma organizzative, etiche e politiche.


Hai un progetto in cui l’AI entra in gioco e non sai da dove cominciare?